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Cari lettori, se state leggendo ciò che scrivo significa che avete molto tempo da perdere, tempo che potreste usare per uscire a divertirvi, lavorare, trombare ecc. ecc. Se così non è siete messi male, fate bene a stare qui, cazzi vostri. In questo blog potete scrivere cosa vi pare tanto mi rimbalza. Sono benvenuti i tifosi viola, ma anche x gli altri un vaffanculo non lo rifiuto di certo. Sappiate comunque che siete responsabili di ciò che scrivete.

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mercoledì 25 giugno 2008

....un'onda improvvisa si porta via la Luna, e l'acqua di marea arriva col suo carico di stelle




Immagina un tornado coricato sul fianco che tira l'acqua sopra e attorno

a se come una sbrindellata e rabbiosa coperta, con la sua estremità più

aperta che rivela una turbinante caverna di energia schiumante e

sibilante che rotola come un gigantesco tunnel verso la riva.

Immaginate di mettervi nell'occhio di questo tonante assassino, in

questo rabbioso pugno di vetro mentre il tempo si consuma fino quasi

a fermarsi, e dove i segreti dell'immortalità sono sussurrati agli

orecchi di coloro che hanno orecchi per sentire.

Ci buttammo in acqua alle 7.30, l'aria era già calda e l'acqua tiepida, le onde arrivavano

regolari spinte dalla forza dell'Oceano Indiano, una macchina da onde; abituati alle onde

delle libecciate del mar Tirreno , ripide e nervose, sembravano facili da cavalcare

vedendole da lontano, ma man mano che ogni bracciata che davo sdraiato sul mio

longboard mi avvicinava a quei mostri d'acqua potevo rendermi conto di quanta potenza

avessi di fronte.

Madè, un local surfista con cui avevamo surfato il giorno prima a Kuta

beach ci aveva assicurato che per dire di aver fatto surf

dovevamo provare le onde di Uluatu.

A Kuta beach il giorno precedente splendide onde di 2 -3 metri

all'inizio ci avevano un po' strapazzati prima di riuscire ad avere

la meglio e a farci godere come delle bestie, ma

l'idea di poter cavalcare onde più grandi ci eccitava e al tempo stesso ci spaventava un pò.

Mentre remavamo verso il largo Madè ci indicava le posizioni da tenere

per evitare inutili rischi, barriera corallina, correnti ecc. a un certo

punto un gruppo di onde veramente alte si sfrangiò a circa 400 da noi
con un rumore assordante, ci zittimmo, e remammo per metterci in
salvo. Dopo un pò Madè, imprecando in balinese, ci indicò una bella serie di onde che

arrivava e ci consigliò di non cadere perchè la marea non era salita abbastanza.
Partì remando, girammo verso l'onda che stava arrivando e capimmo che quello era il

momento che avevamo tanto atteso, niente fegato niente gloria, ci lanciammo su quella che
penso fosse un'onda di 4 o 5 metri, ero sicuro che ci avrebbe travolti senza pietà

sbattendoci sulla barriera corallina, ma saltando sul mio longboard iniziai a volare

sull'acqua, ormai era mia, scorsi Madè mentre

correva davanti a me sulla più grande onda che avevo mai calcato,

mi voltai e vidi un tubo di acqua spesso quasi due metri che si

rovesciava su se stesso; volammo sull'acqua, cavalcammo

la bestia, quella giornata ci regalò onde quasi fino a 6 metri.

Non potrò mai dimenticare le sensazioni che ho
provato quel giorno.

Uluatu - Bali - qualche anno fa.